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METAMORFOSI

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Ma tu parli col cane? Mi chiedono. Se ci parlo? Io col mio ci faccio interi discorsi, sempre, ma soprattutto quando siamo in passeggiata. Perché Loki è uno di poche parole, diciamo, ma ama ascoltare. Lui si fa capire molto bene a gesti e soprattutto con i toni della voce e di rimbalzo è molto sensibile alle variazioni della mia voce. Lui guida, si. Ed io gli parlo. Perché noi si va in giro rigorosamente col tre metri dalla Julius, quello che alla corda della tapparella gli fa un baffo storto. Tre metri più un braccio per l'esattezza (perché il mio destro oramai è diventato un flexy) sbattendocene beatamente della legge che vuole al massimo il metro e mezzo. Noi viviamo nella savana e quindi chissene. A Loki piace saltare di la e di qua come un canguro infilandosi forasacchi in ogni anfratto per correre dietro a qualche selvatico senza distinzione, sia esso una lepre o un cucciolo di gnu. Loki deve essere libero di andare ovunque e maledetta me che non sono in grado di seguirlo fisi...

CINQUE CHILOMETRI

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CINQUE CHILOMETRI - ma davvero con quel po po di giardino lo porti in giro tutti i giorni? - NO. In realtà è lui che porta in giro me. Io e Loki usciamo tutti i giorni, ma proprio tutti eh? Con sole, pioggia, vento, neve, ghiaccio. E non esistono sabato e domenica. Loki non guarda il calendario, lui va in base alla luce del sole. Solo se diluvia e c'è veramente una bufera si rintana in casa. Sotto la coperta. Ho calcolato che Loki ed io facciamo in media cinque km al giorno, 35 km a settimana, 150 km al mese. In un anno, se calcoliamo le passeggiate EXTRA e le vacanze arriviamo a circa 2000 km. E non c'è lokdown che ci fermi. A dire il vero da quando il coronavirus ha fermato il mondo,  Loki ed io abbiamo aumentato le nostre passeggiate visto che non posso più allenarmi in palestra. Spesso chi mi conosce e mi sente parlare di Loki si stupisce perché non capisce come faccia a fare tutta quella strada, d'estate dopo il turno di notte, appena  tornata a c...

HO FATTO UN SOGNO

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HO FATTO UN SOGNO eravamo tutti sui social a fotografare cibo e a farci i selfie. Ci lamentavano del lunedì, delle voci fastidiose la mattina, della gente che non saluta, dei colleghi antipatici e leccaculo, del traffico, della coda alla cassa, del sole fuori mentre noi al lavoro, della noia mortale che non ti fa uscire di casa la domenica, dei panni da stirare, della pioggia dopo che hai lavato la macchina. Poi un giorno si udì un colpo di tosse. Poi uno starnuto. E come in una bizzarra catena di Sant'Antonio improvvisamente in tutto il mondo si udirono colpi di tosse. Tutti puntarono il dito sull'Italia - è stata lei! È stata lei! - l'Italia, pallida, col respiro corto e l'aria colpevole non aveva forza di combattere, si limitò a guardare la Cina in cagnesco perché era stata lei la causa di tutto, ma la Cina in quel momento aveva i suoi problemi da risolvere e anche l'Italia cominciava a sentirsi sempre peggio. Il virus stava velocemente prendendo il sopravve...

MA QUALE GIUSTIZIA?

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Ma quale giustizia? La giustizia non cè, la giustizia non esiste e non è mai esistita. La giustizia è un mito, una leggenda, qualcosa che bramiamo, che idealizziano, qualcosa di cui sentiamo parlare fin da piccoli da genitori, insegnanti, dalla gente. Bisognerebbe insegnare immediatamente ai bambini che la giustizia è una favola terribilmente cinica inventata per rendere la nostra esistenza più accettabile, bisogna prepararli al fatto che la vita è fatta di molti ingredienti, di sacrifici, di dolore, di sconfitte, di delusioni, di rinunce e nessuna di queste cose verrà ripagata dall idea della giustizia che eroicamente ci siamo costruiti dentro di noi. Non cè giustizia nelle ricompense che la vita ci riserva, nel vedere bambini che muoiono di fame e di malattie incurabili, piccole vite buttate per le strade come animali randagi in cerca di cibo, di generosità o di ingenuità, bambini picchiati, sfruttati, venduti e comprati come una vergognosa merce illegale, giovani umiliati nell'o...

IL MIO FOGLIO BIANCO

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Se non fosse per il mio maledetto vizio di osservare gli occhi della gente sarei invincibile.  Beato te che non ti scomponi mai, che non pensi troppo alle parole da dire e ancora meno a quelle già andate. Beato te che non ti volti mai indietro e ignori il prodotto delle tue azioni e delle tue parole sul volto delle persone che incroci. A me a volte basta solo uno sguardo per farmi vacillare, per farmi  dubitare, per  aprire sulla mia armatura di acciaio una piccola crepa che con il tempo diventa un varco dal quale non so mai se entrarà luce oppure oscurità.  Tu vai sempre dritto, calmo sulla tua strada, e scrivi chiaro col nero sul bianco senza fare troppo caso alle righe, alle macchie...ai fogli umidi, alle lacrime. Io invece strappo via asfalto ghiacciato con le mie gomme infuocate da rabbia indomabile, sempre inquieta, sempre con un occhio sullo specchio retrovisore, lascio indietro tutti i colori che mi hanno percorsa. C'è una gran confusione di inchi...

HO FATTO UN SOGNO (13 marzo 2020)

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HO FATTO UN SOGNO eravamo tutti sui social a fotografare cibo e a farci i selfie. Ci lamentavano del lunedì, delle voci fastidiose la mattina, della gente che non saluta, dei colleghi antipatici e leccaculo, del traffico, della coda alla cassa, del sole fuori mentre noi al lavoro, della noia mortale che non ti fa uscire di casa la domenica, dei panni da stirare, della pioggia dopo che hai lavato la macchina. Poi un giorno si udì un colpo di tosse. Poi uno starnuto. E come in una bizzarra catena di Sant'Antonio improvvisamente in tutto il mondo si udirono colpi di tosse. Tutti puntarono il dito sull'Italia - è stata lei! È stata lei! - l'Italia, pallida, col respiro corto e l'aria colpevole non aveva forza di combattere, si limitò a guardare la Cina in cagnesco perché era stata lei la causa di tutto, ma la Cina in quel momento aveva i suoi problemi da risolvere e anche l'Italia cominciava a sentirsi sempre peggio. Il virus stava velocemente prendendo il sopravvento. ...

IL DOLORE IN VETRINA

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Diffido di chi fa bellamostra delle sue cicatrici, di chi fa propaganda della propria sofferenza e cerca solidarietà e compassione spogliandosi di tutte le sue debolezze sotto agli occhi avidi del mondo intero. Ho più stima di chi prova in ogni modo a nascondere le ferite, di chi è riuscito a curarle da solo per guarire più in fretta, per il timore di venire giudicato un debole o di essere troppo vulnerabile e quindi soffrire ancora.  Le persone migliori che ho conosciuto hanno imparato a piangere al buio, nel silenzio assordante tra le pareti della propria anima, alcune di loro non hanno più lacrime in quegli occhi che trasudano rabbia, e speranza e rivincita, e ancora...bisogna aver viaggiato nel buio per trovare un tesoro nel buio, per arrivare fino là in fondo senza fermarsi, per capire che certi occhi non cercano guerra ma pace, non cercano approvazione da chi vuole solo comprare sofferenza e rivenderla in cambio di un sogno o di un voto. La sofferenza, quella autentica non ha...