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il ragazzo che tutti avevano già deciso chi fosse

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"La colpa non è di Chi recita ma di chi applaude" Il ragazzo che tutti avevano già deciso chi fosse La prima storia che sentii su Andrea non la raccontò lui. L'avevano già raccontata gli altri. È curioso come certe persone arrivino in un posto di lavoro con un nome, un cognome e una reputazione che non hanno scelto. Qualcuno gliela cuce addosso ancora prima che abbiano il tempo di presentarsi. Era arrivato da pochi giorni e c'era già chi lo descriveva come presuntuoso, troppo sicuro di sé, uno che voleva mettersi in mostra. Qualcuno era persino pronto a giurare che fosse lì per riferire tutto alla direzione. Eppure, a pensarci bene, nessuno aveva davvero visto nulla. C'erano solo parole passate di bocca in bocca, fino a diventare, per qualcuno, una verità. Fu allora che capii una cosa. Prima di fidarmi di un giudizio, preferisco conoscere una persona. Perché un carattere estroverso può sembrare arroganza a chi osserva da lontano. Ma la distanza ingann...

quando pensavo di affogare

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Bigliettino "Pensavo che il mare mi stesse portando via. Invece mi stava restituendo qualcosa" QUANDO PENSAVO DI AFFOGARE Una volta sono andata al mare, in Liguria. Era una di quelle giornate in cui il sole sembra voler sciogliere ogni cosa. L'aria era immobile, pesante, e la spiaggia ribolliva di gente in cerca di un po' di fresco. Il mare era mosso. Non cattivo, non minaccioso. Solo abbastanza agitato da ricordarti che era lui a comandare. Vicino alla riva c'erano persone ovunque. Bambini che giocavano, ragazzi che si tuffavano tra le onde, famiglie intere che cercavano sollievo dall'afa. Faceva così caldo che entrare in acqua sembrava l'unica cosa sensata da fare. Così entrai. Come faccio sempre, iniziai a nuotare per allontanarmi un poco dalla riva, abbastanza lontano dalle urla da sentire solamente il battito del mio cuore ed il mio respiro immergendo le orecchie. Niente di particolare. Una decina di metri, forse qualcosa in più. Mi piacev...

un istante sospeso

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"resta ancora un attimo" Oggi pomeriggio sono uscita con Loki. Una delle nostre passeggiate quotidiane. Un clima insolito per il mese di maggio faceva da cornice a quell’ora di svago in cui anche Loki sembrava più rilassato del solito. Il guinzaglio era rimasto morbido per tutto il tempo; lui camminava al mio fianco, o poco più avanti, voltandosi spesso come per aspettarmi, invece di trascinarmi dietro di lui come faceva d’abitudine. Il cielo era scuro, quasi nero, attraversato da nuvole tridimensionali cariche di pioggia che però ancora non cadeva. Sulle colline, in diversi punti, le sfumature più scure si allungavano verso il suolo lasciando immaginare acquazzoni non troppo lontani. Il vento soffiava da direzioni diverse  come succede in mezzo al mare, e i campi di grano e orzo creavano onde verdi identiche a quelle che osservavo da bambina sull’Adriatico, vicino al Delta del Po. Loki voleva proseguire fino al paese vicino, ma avevo paura che ci saremmo presi un temporale. ...

BIGLIETTINI

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Mi sono chiesta spesso che tipo di "scrittrice" io sia. Sono realmente una creator di immagini e sensazioni o sono semplicemente una grafomane? IO scrivo tutto, racconti, romanzi riflessioni e progetti. Anche cose da fare e da comprare, impegni, frasi che mi colpiscono, cose che mi impongo di imparare. Ho iniziato a leggere prima di andare a scuola mentre mia madre obbligava Enrico a fare i compiti, ho iniziato a cinque anni a scrivere. Scrivevo ovunque e nascondevo bigliettini nelle tasche della mamma e lei un giorno che voleva mettermi in castigo per non so cosa, mi disse che non voleva più che le scrivessi nulla e io piansi disperata. No, io non ho semplicemente “l’abitudine di scrivere”, sono cresciuta scrivendo per esistere, capire, amare, lasciare tracce. La scrittura per me non è hobby: è linguaggio naturale. Ho avuto un rapporto precoce e profondo con le parole Leggere prima della scuola, scrivere a cinque anni: non è comune.  La parola scritta per me è arrivata prest...

GLI SPIRITI DEL CREPUSCOLO

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Gli spiriti del crepuscolo Sono diventato volontario del canile quando avevo il cuore infranto. Cercavo un modo per rimettere insieme i pezzi, e ho pensato che il posto migliore per trovarne uno nuovo fosse proprio lì, tra quegli sguardi dietro le sbarre. In canile c’è tanto cuore. C’è quello degli addetti, dei volontari come me, ma il più grande — quello che batte più forte — è dentro le gabbie. Col tempo ho imparato a conoscerne i ritmi: al mattino tutto vibra di vita, tra ciotole che tintinnano, guaiti di felicità e zampe impazienti che fremono per l’arrivo della pappa. La sera invece cala la quiete, e con essa arriva la magia. Al crepuscolo, quando la luce si fa morbida e il mondo si tinge d’oro e di mistero, succede qualcosa. È come se tra le ombre si muovessero presenze leggere, invisibili ma familiari. Io le chiamo gli spiriti del crepuscolo. In molte culture si racconta che all’alba e al tramonto gli spiriti — esseri senza ombra — si mostrino per un istante al mondo...

BORA CERCA CASA

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Lei è Bora. Baby Bora. American bully giovanissima, con un carattere affascinante, a volte spigoloso, poliedrico. Da scoprire giorno dopo giorno.  La prima volta l'ho vista dietro le sbarre. In canile.  Una volontaria me la presento' come una 'cana' scontrosa, difficile, prepotente, una che per lei è tutto suo, che quando mette le zampette su qualcosa si comporta come un astronauta che conquista la luna e ci pianta sopra la sua bandiera. Bora mi ringhiava attraverso le sbarre, io le grattavo il naso e lei mi ringhiava. Ma non mi faceva nessuna paura, la trovavo buffa perché era ovvio che non fosse una signorina cattiva. La volontaria la sgridava ripetendole che non avrebbe mai trovato una famiglia comportandosi così, ma alla piccola astronauta non sembrava importare gran che. Baby Bora mi è subito stata simpatica perché mi somiglia.  Enrico quel giorno si è avvicinato alla sua gabbia e lui è l'unico a cui non ha mai ringhiato.  Gli ha persino mangiato un biscotto da...

Nonna Sabatina

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Lei è Sabatina, classe 1930, nata a Monticelli di Mesola che conta, oggi circa 900 abitanti. Inutile raccontarvi come può essere stata la sua vita da bambina figlia di contadini del Polesine di quell'epoca,  primogenita di tot figli, la sua vita da ragazza e poi da moglie e madre di due figli, di cui uno mio padre.  La Sabatina oggi ha quell'età che per calcolarla devi prendere la calcolatrice. Novantaduecazzodianni. Magari ci arrivassi, e magari ci arrivassi come lei, che nonostante abbia avuto una vita difficile, faticosa, piena di sacrifici, e malgrado il Signore non le abbia risparmiato nessuna... Ma proprio nessuna pena, lei me la ricordo sempre ferma, con il suo carattere incrollabile, sempre con la voglia e la forza di rialzarsi, anche quando chiunque si sarebbe lasciato andare. Lei ti racconta la sua vita solo se glie lo chiedi. Lei è un libro di storia. Anche quando mi racconta gli episodi più normali della sua gioventù rimango affascinata dalla quantità di cose che s...