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Visualizzazione dei post da dicembre, 2020

IL MONDO SENZA NOI

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IL MONDO SENZA NOI Il mondo senza noi non sarebbe assai diverso ma noi due come saremmo senza l'universo intero? Io, il sogno tuo proibito e controverso, tu, il desiderio mio più fragile e più vero! Avrei i sorrisi tuoi come era il sole ogni mattina, e la tua voce calda come il vento di scirocco che accompagna la tua mano se impaziente si avvicina alle curve mie più languide e sensibili al suo tocco. All'interno del tuo abbraccio c'è il rifugio dal mio "niente" e il tuo respiro è il fuoco di un camino sotto pelle, tu sei il mio universo più reale e più imponente, la mia finestra aperta sulla luna e sulle stelle. #SilviaSimonaBiolcatiRinaldi

NEVICA

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Nevica...e ripenso a quando, da bambina, raccogliendo un pò di neve in un bicchiere ed un pò di succo di frutta riuscivo a sentire il sapore del natale. La neve era la lunghissima attesa dietro una finestra aspettando di scorgere il primo fiocco e andare a letto delusi, ma senza dormire e poi, dopo un'oretta o due la mamma irrompeva nella cameretta (lei lo sapeva che non dormivamo affatto) e con un enorme sorriso diceva:"nevica!"ed eravamo ad un tratto felicissimi. La neve era uscire la domenica mattina per fare lunghe corse e la gara a chi scivolava più lontano senza mai cadere; era infilarsi una borsa di plastica sotto al sedere e venire giù dalla discesa di una collinetta ridendo a crepapelle e la guerra con le palle di neve fino a rimanere senza respiro. Oggi, sotto questa luce artificiale, osservo cadere i primi fiocchi; sembrano angeli che scendono leggeri, angeli mandati dal cielo che vengono sulla terra per coprire le diversità. Così non distingui più i colori, la

IL CUSTODE

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Le tende di lino bianco ormai ingiallito dal tempo e dal sole appese alle finestre lasciavano filtrare una luce calda che rotolava sul pavimento di legno, scheggiato e ruvido della stanza, il letto matrimoniale era come un altare là in mezzo, non sembrava composto di un solo materasso ma di almeno due o tre materassi sovrapposti, tanto era alto, e lui era li in mezzo, buttato come un foulard strappato da qualche capigliatura profumata e adagiato stancamente sull'erba di un prato dopo aver volato per molti cieli.  Era lì, tranquillo come chi non aspetta nessuno perchè sono anni che nessuno visita più la sua casa, un pochino annoiato forse, di quella noia che apprezzi quando sei consapevole di aver ormai affrontato tutto ciò  che in passato ti faceva tremare di paura.  Era lì nella sua casa, povera ma dignitosa, con le sue vecchie cose a rassicurarlo e quel sole, che oggi faceva un gran rumore e che ogni volta si infilava in casa senza permesso dopo una giornata buia, stranamente non

RAGIONANDO SI IMPARA

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Dimmi cosa hai imparato! Hai imparato che chi comanda ha sempre ragione, a dispetto delle regole, della logica, della umana comprensione, a dispetto della giustizia e della tolleranza. Se sei padrone di qualcosa per merito o come molto più spesso accade, per il cognome che porti, puoi decidere di quella cosa come meglio credi. Gli esseri umani non fanno eccezione. Anche le persone sono come gli oggetti. Hai imparato che l'ingiustizia brucia, brucia nel cuore e ancora di più nell'animo avvelenando i rapporti di qualsiasi genere, che sei disposto ogni volta che ne sei vittima, a portare avanti una rivoluzione personalmente, con in mano il tuo misero, lacerato e scolorito vessillo, che da solo ti difende, proteso in avanti come uno scudo, una rivoluzione che quando la racconti ha dimensioni epiche, che quando ne parli puoi sentirne la eco rimbalzare in ogni angolo del Paese, che incoraggia chi ti ascolta, che infiamma, una rivoluzione giusta e più giusta ogni volta che sfogandoti

MI RIBELLO DUNQUE ESISTO

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CHE COS'E' UN UOMO IN RIVOLTA? E' INNANZITUTTO UN UOMO CHE DICE NO! Ma se rifiuta, non rinuncia: è anche un uomo che dice sì.  Un funzionario che ha ricevuto ordini per tutta la vita giudica ad un tratto inaccettabile un nuovo comando. Insorge e dice no. Che cosa significa questo no? Significa, per esempio: «Le cose hanno durato abbastanza», «esistono limiti che non possono essere superati», «fin qui sì, al di là, no», o ancora: «andate troppo in là». Insomma, questo no afferma l’esistenza di una frontiera. Sotto un’altra forma ancora la stessa idea si ritrova nella sensazione dell’uomo in rivolta che l’altro “esageri”, «che non ci siano ragioni per», alla fine «ch’egli oltrepassi il suo diritto», fondando, per concludere, la frontiera del diritto. Non esiste rivolta senza la sensazione di avere in se stessi in qualche modo e da qualche parte ragione. Ma si noterà che questo no significa tanto «esistono cose che io non posso fare» quanto «esistono cose che voi n

LETTERA A BABBO NATALE

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Caro Babbo Natale, ci ho pensato. Non voglio essere una di quelle donne da borsa Louis Vuitton,  scarpe Hogan, cintura Gucci,  e nemmeno da bracciale Pandora. Ma non sono neanche una da pentola a vapore o stirella, o da crema antirughe. E non me ne vogliano le donne, le altre quelle che si farebbero in quattro per una di queste cose, ma io desidero uguaglianza di pensiero. Vorrei del tempo per me e che quel tempo non mi sembri rubato. Desidero riconoscenza si, riconoscenza. Non essere scontata insomma. E non mi frega più la storia dell’anello, che quello brilla e basta. A me incanta un uomo su cui contare e per cui conto. A me piace il dolce, quello che assaggio dal mio compagno perché sono a dieta sempre. Desidero una parola regalata una sera in cui sono ubriaca d’amore. Desidero calzini puliti nel cassetto giusto. Chi arriva prima prepara la cena. Desidero un posto in cui nascondermi quando non ne posso più, che sia solo mio, in cui nessuno possa entrare. Desidero potermi dissolvere

LA LUCE ARTIFICIALE

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LA LUCE ARTIFICIALE E ti domandi Perchè dove vai tu ci sono sempre le nuvole. guardi il cielo, non è uniforme, ci sono nubi basse e nere che lo compongono come tessere male incastrate di un tenebroso puzzle, ci sono zone più chiare e luminose, lontano da te, intorno, ma continui a camminare verso il buio, qualsiasi direzione tu prenda il cielo si fa improvvisamente più scuro. Non si può indugiare, bisogna percorrere in ogni caso quella distanza per arrivare dove? Lungo la strada sconnessa e coperta di foglie marce, scivolose, il cuore annega nelle lacrime, cercando disperatamente di tornare a galla a prendere boccate di vita, ricuci gli strappi della tua anima usando aghi spessi e poco appuntiti, che ad ogni punto provocano dolori atroci ma necessari.   Ci sono edere rigogliose, bellissime che provengono da sotto terra, che si arrampicano su per le caviglie bloccandoti il passo,  avvolgono completamente come un abbraccio violento ed insistente che non è dato per amore, ma solo per la v

GLI STRANIERI CHE ANDAVANO SULL'ACQUA

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GLI STRANIERI CHE ANDAVANO  SULL'ACQUA  (di Silvia Simona Biolcati Rinaldi) Quando sono sbarcata sul pianeta Facebook ed ho iniziato sistematicamente a cercare se ci fosse qualcuno che aveva il mio stesso cognome non mi aspettavo certo di trovare  altri Biolcati Rinaldi che non avevo mai visto né conosciuto ma invece scoprii che ce n’erano moltissimi e non soltanto in Emilia ma in tutta Italia, Toscana, Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio...E anche in molte altre parti del mondo. Inizialmente non ero convinta che fossimo tutti parenti, non conoscevo i miei antenati, il mio albero genealogico si fermava a Luigi Biolcati Rinaldi, papà del mio bisnonno Remo, non avevo la minima idea di quale fosse la storia della mia famiglia. Le mie ricerche su fb mi portarono a scoprire che nel Lazio, nella zona di Latina principalmente, viveva una grande comunità di Biolcati Rinaldi e da ignorante ricordo che pensai: "toh che coincidenza, allora il mio forse non è un cognome tipicamente ferrar

LA SCIENZA DELLA CONOSCENZA

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Dicono che non tutti sviluppiamo gli stessi processi mentali e a quanto pare questa in alcuni casi è una gran fortuna, ma ammetto che certe volte rimango perplessa di fronte ai muri mentali che certe persone erigono e sopratutto difendono con tanta caparbietà. Io pure sono testarda e convinta delle cose che dico e che faccio, ci metto molto a prendere una decisione, ma quando lo faccio non è mai in base al 'sentito dire' o perché 'tutti fanno così'. Sono maledettamente curiosa, voglio sapere, voglio vederci chiaro, voglio fare una lista di 'perché?' e prendere le mie decisioni soltanto quanto ognuno di questi ha avuto la sua legittima e sacrosanta risposta. Il problema è che l'informazione non può discutere con una mente chiusa. Allora mi sono rassegnata e ho capito che la cosa migliore che si possa fare di fronte a un cervello completamente ottuso, ignorante e malato di convinzione è quella di accettare che ci sono malattie che ancora restano incurabili! Pe