il ragazzo che tutti avevano già deciso chi fosse
"La colpa non è di Chi recita ma di chi applaude"
Il ragazzo che tutti avevano già deciso chi fosse
La prima storia che sentii su Andrea non la raccontò lui.
L'avevano già raccontata gli altri.
È curioso come certe persone arrivino in un posto di lavoro con un nome, un cognome e una reputazione che non hanno scelto. Qualcuno gliela cuce addosso ancora prima che abbiano il tempo di presentarsi.
Era arrivato da pochi giorni e c'era già chi lo descriveva come presuntuoso, troppo sicuro di sé, uno che voleva mettersi in mostra.
Qualcuno era persino pronto a giurare che fosse lì per riferire tutto alla direzione.
Eppure, a pensarci bene, nessuno aveva davvero visto nulla.
C'erano solo parole passate di bocca in bocca, fino a diventare, per qualcuno, una verità.
Fu allora che capii una cosa.
Prima di fidarmi di un giudizio, preferisco conoscere una persona.
Perché un carattere estroverso può sembrare arroganza a chi osserva da lontano.
Ma la distanza inganna.
Così iniziai semplicemente a osservarlo.
Lui lavorava.
Cantava tra una fase e l'altra, ogni tanto improvvisava un balletto, faceva una smorfia per strappare una risata. Sembrava quasi che sulla macchina ci salisse con la stessa leggerezza con cui un bambino sale su una bicicletta nuova.
Ma quella leggerezza era solo la parte che tutti vedevano.
Quella che pochi vedevano era un ragazzo che si fermava a dare una mano, che mandava prima gli altri in pausa e poi, se rimaneva tempo, forse ci andava anche lui. Un ragazzo che si arrabbiava più per le ingiustizie subite dagli altri che per quelle subite da sé.
Con il tempo, quasi tutti cambiarono idea.
Perché il carattere può confondere.
La disponibilità, invece, prima o poi si vede.
Anche la precisione si vede. Quell'ordine quasi ostinato, quella voglia di fare bene le cose, quella cura che mette nei dettagli come se ogni particolare raccontasse qualcosa di lui.
E poi ci sono quei momenti in cui gli occhi cambiano.
Quando una parola detta alle spalle lo ferisce più di quanto lasci intendere. Quando qualcuno gli fa credere di valere meno di quello che vale davvero.
È in quei momenti che ci si ricorda che dietro quel ragazzo che ride, canta e scherza c'è una persona che, come tutti, porta sulle spalle battaglie che non si vedono.
Forse è questo che troppo spesso dimentichiamo.
Le persone non sono la prima impressione che ci fanno.
Sono tutto quello che continuano a essere quando nessuno le guarda.
Andrea è una di quelle persone che bisogna avere la pazienza di conoscere.
Perché ci sono persone di cui ti accorgi appena entrano.
E poi ci sono persone di cui ti accorgi davvero solo quando non ci sono più.
Sono quelle che fanno una battuta nel momento giusto, che si fermano ad aiutare senza che nessuno glielo chieda, che rendono una giornata di lavoro un po' più leggera.
La loro presenza diventa un'abitudine silenziosa.
Ed è proprio quando viene a mancare che tutti capiscono quanto valeva.
Forse non tutti riescono a vedere subito ciò che una persona è.
Ma il tempo ha un pregio: mette a tacere i pregiudizi e lascia parlare i fatti.
E i fatti, prima o poi, raccontano sempre la verità.
(La bambina dei bigliettini - i bigliettini ritrovati)
Silvia Simona Biolcati Rinaldi
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